La sperimentazione di Natale ha visto la partecipazione di 5,8 milioni di cashbacker armati di 9,8 milioni di strumenti di pagamento, tra carte di debito, carte prepagate e app di pagamento (per ora solo SatisPay).

Nei 20 giorni a disposizione sono state generate 63 milioni di transazioni valide, che hanno cubato un totale di 222.668.781€ di cashback, che Consap Spa dovrà bonificare agli idonei entro il 28 febbraio 2021.

Il plafond stanziato dal Parlamento per il cashback di Natale è 227.900.000€: salvo l’accoglimento di eventuali reclami, avanzano all’erario 5.231.219€. Ai sensi dell’art. 11 co. 4 del D.M. 156/2020 del MEF, questi avanzi potranno essere recuperati in estate per ampliare il plafond del cashback del primo semestre 2021.

I ricorsi sono possibili fino a giugno 2021: cosa potrebbe succedere?

Come previsto dalla normativa sarà possibile presentare a Consap Spa eventuali reclami (il modulo verrà reso disponibile su https://io.italia.it/cashback), che potranno in un secondo momento erodere, fino a saturare il plafond stanziato di 227,9 mln di euro. Per via dei tempi procedimentali (è possibile presentare ricorso fino al 30 giugno, più i tempi per l’istruttoria) eventuali accoglimenti andranno a ridurre quanto avanzato per il primo semestre.

E’ possibile addirittura che i reclami, se fondati, finiscano per sovrasaturare il plafond stanziato, e sforare i 227,9 mln di euro. In questo caso l’importo avrebbe dovuto essere proporzionalmente ridotto a tutti gli idonei, ma a quel punto i bonifici saranno già stati effettuati da mesi. A quel punto i plafond dei semestri successivi, oltre a non beneficiare degli avanzi, verranno decurtati per coprire gli ammanchi generati dai ricorsi con esito positivo.

Per capire cosa ci aspetta dobbiamo capire gli aspetti finanziari del cashback.

Come il Ministero ha distribuito 4,7 miliardi di euro

Il Parlamento ha concesso al Ministero dell’Economia e delle Finanze 4,7 miliardi di euro per il programma cashback (L. 126/2020), che il MEF ha così ripartito (D.M. 156/2020):

 Dicembre 2020I° semestre 2021II° semestre 2021I° semestre 2022Super CashbackSpese di gestione
Stanziamento227,91367,61347,751347,7545011,2
(valori espressi in milioni di euro)
Nel cashback normale non è possibile conoscere in anticipo quanti quanti saranno i partecipanti e quanto e come spenderanno i loro soldi (cioè quanto sarà il rimborso totale cubato, e di conseguenza i costi per il Governo), mentre è fissa la somma stanziata a coperta del’iniziativa. Ciò implica due possibilità:

  • gli eventuali avanzi vengono reimmessi nei plafond del I° semestre 2021 e del I° semestre 2022 (questo meccanismo non è previsto per il II° semestre 2021), o addirittura reimpiegate in altre azioni del programma Cashless Italia;
  • gli eventuali disavanzi vengono decurtati dai plafond dei periodi successivi (nel caso di ricorsi con esito positivo), ovvero viene decurtato proporzionalmente l’entità del rimborso a tutti gli idonei.

Il Governo può aumentare i soldi per il cashback?

Quanto detto fino ad ora vale con le regole attuali. E’ possibile che a fronte di un successo sbalorditivo, il Governo possa decidere di rifinanziare la misura, sia estendendola oltre il 30 giugno 2022, sia ampliando i plafond (qualora fosse necessario decurtare i rimborsi). Tuttavia ciò è possibile solo in due modi:

  • con l’approvazione del Parlamento, qualora il Governo riesca a trovare le necessarie coperture finanziarie;
  • con decisione autonoma del Governo, con le eventuali maggiori entrate derivanti dall’emersione di base imponibile conseguente all’applicazione del
    programma; l’extra gettito derivante dal contrasto dell’evasione fiscale confluisce nel Fondo per la riduzione della pressione fiscale, dal quale il MEF ha facoltà di attingere per ampliare il cashback.

C’è da dire che entrambe le strade sono in salita: trovare coperture per rifinanziare il cashback quando molte delle misure straordinarie adottate durante il 2020 sono a deficit, sarebbe impresa titanica, nonché più opportunamente spendibile per misure più rilevanti. Anche la strada dell’extra gettito pecca di ottimismo: il Fondo, infatti, si alimenta con il recupero dell’evasione fiscale ma al netto delle risorse necessarie al mantenimento dell’equilibrio di bilancio e alla riduzione del rapporto tra il debito e il prodotto interno lordo. Se infine consideriamo che buona parte delle transazioni elettroniche verranno consumate in supermercati e distributori di carburante, luoghi dove l’evasione è pressoché inesistente, la situazione non è delle più rosee.

Le proiezioni: 150 vuole dire 150?

Se sei tra quel 3,1% di cashbacker che a Natale ha maturato i 150€, puoi stare tranquillo: tra gennaio e febbraio vedrai accreditato sul tuo conto corrente, o sulla tua prepagata con IBAN, l’intero importo, anche qualora gli esclusi dovessero aver sepolto Consap sotto una valanga di ricorsi.

Le cose cambiano dal 1° gennaio, con l’avvio del cashback ordinario: l’obiettivo dei 150€ è alla portata di tutti gli iscritti, anche dei cashbacker meno strutturati o con bassi redditi. L’obiettivo si centra con due strisciate di carta a settimana (2 volte per 26 settimane = 52 transazioni su 50 richieste) e una spesa totale di 1.500€ (o anche di poco inferiore, grazie agli arrotondamenti). Quale famiglia non spende almeno 1.500€ ogni 6 mesi soltanto di spesa alimentare e carburante (per non parlare delle utenze domestiche)?

E’ inevitabile che si arriverà alla sovrasaturazione del plafond, con la conseguente decurtazione proporzionale dei rimborsi. Per capire come andranno effettivamente le cose basta seguire un semplice ragionamento.

Con il cashback di Natale soltanto 3,2 milioni di persone su 5,8 milioni di iscritti hanno maturato almeno 10 transazioni e il conseguente diritto al rimborso. Di queste:

  • il 3,1% riceverà il massimo
  • il 14,5% riceverà tra 100 e 149 euro
  • il 49,6% riceverà tra 50 e 99 euro
  • il 32,8% riceverà meno di 50 euro

I 2,6 milioni di partecipanti che, al netto di eventuali ricorsi, non ce l’hanno fatta, per questo primo giro pesano zero sulle casse di Consap.

Si tratta di cashbacker che sono venuti a conoscenza tardi dell’iniziativa, o che magari hanno perso tempo con lo SpID o nel corretto inserimento dei metodi di pagamento, oltre che impediti dalle zone rosse disposte per il periodo delle feste.

E’ evidente che si tratta di impedimenti che non si ripeteranno, e che, ad ogni modo, su un periodo lungo come 6 mesi hanno un impatto trascurabile.

C’è da aspettarsi che tutti i 5,8 milioni di utenti, al 30 giugno, saranno arrivati a meta, cioè avranno maturato il diritto al rimborso e nella sua dimesione massima di 150€. Nel tempo si aggiungeranno gli scettici della prima ora (quando a febbraio vedranno gli altri incassare i bonifici di Stato), quanti non hanno ancora dimestichezza con l’iniziativa e quelli che si interesseranno spinti dalla lotteria degli scontrini. Perciò, anche se non tutti gli utenti di dicembre dovessero continuare ad interessarsi all’iniziativa, ce ne saranno altri pronti a sostituirli.

A questo punto basta fare soltanto una moltiplicazione.

Ecco quanto riceverete questa estate

La soluzione è piuttosto semplice: 870 milioni su una disponibilità di 1,372 miliardi (pari ai 1367,6 milioni stanziati più i 5,2 avanzati da Natale). C’è da stare tranquilli. Almeno fino a che i casbhacker non supereranno il numero di 9,152 milioni. E’ un buon margine di sicurezza: si tratta di quasi il 60% in più degli attuali iscritti.

Bisognerà attendere il verificarsi di tre eventi per capire cosa dovremo attenderci da questo secondo giro di cashback: i rimborsi di dicembre (e il loro impatto sugli scettici), e l’effetto trainante lotteria degli scontrini (con premi eventuali ma di importi ben maggiori). Per dirimere la questione sarà necessario, inoltre, verificare l’impatto dei ricorsi per il cashback di dicembre, che, qualora accolti, eroderanno il plafond a disposizione del semestre in corso.

Ad oggi, con ragionevole certezza chi partecipa al cashback può sperare nei 150€, ma è avvertito di non farsi illusioni.

Anche il Super Cashback è a rischio?

Le risorse per il Super Cashback sono ben identificate all’interno dello stanziamento, e, da regolamento, non risentono degli effetti del cashback ordinario. E’ improbabile che il Governo possa decidere di riallocare le risorse, in quanto se la rimodulazione dei rimborsi del cashback ordinario è prevista da regolamento, la decurtazione dei 1.500€ non lo è: riducendo la somma andrebbe a ledere gli interessi legittimi dei 100.000 idonei, con il rischio di ricorsi, anche in forma di class action. E’ possibile, però, la soppressione del super premio nei semestri non ancora iniziati (es. l’edizione  2022).

C’è da considerare anche che il Super Cashback vale l’11% del cashback ordinario, in termini di risorse disponibili: sopprimerlo (o ridurlo fortemente) significa scontentare 100.000 per non accontentare nessuno.